venerdì 11 febbraio 2011

L'Associazione WELCOME vi dà il BENVENUTO anche per il 2011!

L'Associazione Welcome inizia il 2011 con dei nuovi volontari, una nuova insegnante e dei nuovi corsi di Italiano su misura per gli studenti!

Il numero degli studenti dell'Associazione cresce di giorno in giorno. L'aumento dell'utenza è sicuramente dovuto all'introduzione del test di lingua italiana obbligatorio per ottenere il permesso di soggiorno. Fortunatamente lo staff di docenti e volontari è aumentato e questo ci permette di sostenere la consistente partecipazione ai corsi gratuiti di lingua italiana.

Nonostante non si vedano soldi all'orizzonte e si navighi nel mare dei dimenticati, la Welcome va avanti sempre più testarda e agguerrita, lottando contro i mulini a vento e anche di più, per salvaguardare il diritto di integrazione degli immigrati attraverso l'apprendimento dell'Italiano.

Per rispondere al meglio alle esigenze degli immigrati, stiamo organizzando:

- corsi per tutti i livelli con orari più flessibili e in classi ristrette (max 6 studenti);
- dopo-scuola per bambini e ragazzi stranieri;
- corsi di cultura italiana.

I corsi sono tenuti dalla Dott.ssa Giada Marcelli e dalla Dott.ssa Cristiana Chillon, in collaborazione con i volontari: Gabriele Vicario, Dario Risi, Tommaso Agnoni e Sara Toti; e con il fondamentale aiuto di Charles ( il fondatore della Welcome), senza il quale questa associazione non esisterebbe.

Le iscrizioni sono aperte fino al 26/02/2011.

Per informazioni contattateci all'indirizzo mail associazione.welcome@gmail.com oppure venite nella sede dell'associazione in via Damiano Chiesa 33 a Cisterna di Latina il giovedì e il sabato dalle 19 alle 20.


giovedì 10 febbraio 2011

COURSES...ASSO.WELCOME


From 2011 to be able to obtain the “CARTA DI SOGGIORNO” you must pass an Italian Language test.


L’associazione di volontariato Welcome in Organizing


FREE ITALIAN LANGUAGE COURSES (IN GROUP)


o LEVEL: Elementary


o DURATION : from 1/02/2011 to 30/06/2011.


o DAYS AND TIME : Thursdays & Saturdays from 17.30 to 19.00

ITALIAN COURSE (INDIVIDUAL/PERSONALIZED OR FOR SMALL GROUPS)


o LEVELS: Elementary and intermediary

o DURATION: From 1/03/2011 to 30/06/2011.


o DAYS &TIME : to be decided with participants (3 hours weekly)


AFTER SCHOOL LESSONS FOR FOREIGN SCHOLARS

o ELEMENTARY SCHOOL: all school courses


o MIDDLE SCHOOL : all school courses


o HIGH SCHOOL : all school courses

For information come to the office of the in , via Damiano Chiesa 33 Cisterna di Latina, every Thursday and Saturday from 19:00 to 20.00 or call 3473818375


Registration closes : 26/02/2011.

AFRICAN DIASPORA: EASTWOOD EDO IHAZA ASSOLTO DAL GIUDICE DI PACE PER NON AVERCELO MANDATO ..

AFRICAN DIASPORA: EASTWOOD EDO IHAZA ASSOLTO DAL GIUDICE DI PACE PER NON AVERCELO MANDATO ..

lunedì 10 gennaio 2011

sabato 8 gennaio 2011

NATALE ASSO. WELCOME CISTERNA 2010






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Straordinario successo per il Natale dei popoli organizzato dall'associazione Welcome

Straordinario successo per il Natale dei popoli organizzato dall'associazione Welcome di Cisterna. L'evento si è tenuto presso la sede dell'organizzazione di volontariato sita in via Damiano Chiesa, nel cuore del Villaggio Mariotti, il giorno 29 dicembre scorso, a partire dalle ore diciotto. Parte della nutrita comunità di immigrati che risiede a Cisterna, si è incontrata per festeggiare il Natale insieme e per assaporare i piatti tipici delle diverse nazionalità rappresentate. Ospite d'eccezione della serata è stato il presidente del Consiglio comunale, Mauro Carturan, che ha voluto essere presente per salutare tutti e offrire un qualche piccolo dono agli amici della Welcome. Presente anche l'assessore allo Spettacolo ed alla Cultura, Marco Muzzupappa, che ha portato gli auguri dell'amministrazione comunale agli immigrati ed ai tanti volontari cisternesi che operano quotidianamente nell'associazione. L'occasione è stata utile anche per sentire la difesa di Charles Chuckwubike, presidente dell'associazione Welcome, sulla brutta vicenda che ha caratterizzato l'antivigilia di Natale nel Villagio Mariotti. Stiamo parlando della breve colluttazione che è avvenuta poco distante dalla sede di Welcome e che ha visto protagonisti in negativo due immigrati. «Noi non centriamo niente -

lunedì 3 gennaio 2011

Immigrati, tutto ciò che si deve sapere sui cibi che arrivano alla nostra tavola

IL LIBRO INCHIESTA


Immigrati, tutto ciò che si deve sapere  sui cibi che arrivano alla nostra tavola
Dietro al marchio made in Italy, si nasconde il lavoro di tante braccia di arabi, rumeni, algerini, tunisini e nigeriani che con il loro lavoro sottopagato permettono di esportare 206 mila tonnellate di pomodoro doppio concentrato (il 50 per cento della produzione totale dell'Unione Europea) pari a 240 milioni di euro. Tutti nelle casse di casa nostra

di GIULIA CERINO
ROMA - Nel carrello della spesa, al supermercato, uno ci mette le arance le clementine calabresi, i pachino di Licata, tre quattro pomodori tardivi di San Gervasio, patate a un euro al chilo, raccolte vicino San Nicola Varco dove la verdura è buona davvero, qualche kiwi di Rizziconi (anche se fuori stagione) e una bottiglia di vino d'Alcamo, dal colore paglierino. Uno dei primi vini siciliani ad ottenere nel 1972 il marchio Doc. Come i pachino e le angurie pugliesi, come le arance e le clementine. Si tratta di specialità tipicamente italiane, con un particolare trascurato troppo spesso: se non fosse per gli stranieri, noi non ne berremmo, non ne mangeremmo neanche con la fantasia.

Dietro le etichette. Il marchio made in Italy, nasconde infatti il lavoro di tante braccia (in tempo di raccolta) e di piedi (in tempo di vendemmia) di arabi, rumeni, algerini, tunisini e nigeriani. Cittadini stranieri che spesso non parlano neanche una parola della nostra lingua, ma che con il loro lavoro da 30 euro al giorno, permettono di esportare 206 mila tonnellate di pomodoro doppio concentrato (il 50 per cento della produzione totale dell'Unione Europea) pari a 240 milioni di euro. Tutti nelle casse di casa nostra.

Tutto ciò che non si sa. A farelo sapere sono Antonello Mangano e Laura Galesi i quali, per manifestolibri, hanno pubblicato Voi li chiamate clandestini, un libro-inchiesta da Castel Volturno a Foggia, da Rosarno a Cassibile. Un viaggio nelle campagne degli stagionali per scoprire quanto poco l'Italia sa sulla produzione di pomodori, vino doc, arance e ortaggi "tipicamente italiani". Partiamo dalla Sicilia. Qui le serre si estendono dalla campagna al mare, da Pachino a Vittoria fino a Licata e servono per consegnare sulle nostre tavole ortaggi e frutta in ogni periodo dell'anno. Le prime rudimentali serre di pomodorini le costruirono i contadini del ragusano, coprendo le piantine con le pale dei fichi d'India. Volevano sfruttare la rossa e fertilissima terra tra Siracusa, Ragusa e Caltanissetta. Cercarono manodopera a basso costo, qualche giovane dalle braccia possenti. E, cercando cercando, trovarono i rumeni e i tunisimi, pronti a proteggere per un pugno di euro le serre siciliane affiancando gli agricoltori locali.
Oggi gli italiani sono tutti "capi". Nelle serre invece sono rimasti solo gli stranieri. Lavorano da Linea verde o nella Cooperativa Primavera. Confezionano il grappolo del pomodoro a Siracusa. Su 12 mila migranti, 2500 circa sono di origine rumena e 8 mila sono impiegati nelle campagne. Le donne si concentrano a Vittoria, che stando alla definizione data da Wikipedia, è "nu comune 'e 54320 crestiane d'a pruvincia 'e Ragusa". Anche grazie a loro, negli ultimi 60 anni la produzione italiana di mandarini, clementine e uva da tavola è cresciuta di oltre 11 volte per. Di 8 volte per mele e albicocche, di oltre 7 per pesche e pomodori, di 5 volte e mezzo per le arance, di quasi 5 per le nocciole e i sedani e di oltre 4 per le pere e i fagioli. E insieme alla produzione è aumentato anche il consumo. Di vino, per esempio. Riprendiamo il Bianco d'Alcamo, prodotto tra Trapani e Palermo nella valle del Belice un tempo terra di arabi e normanni. Di questo vino si ha notizia già nel 1549, quando uno dei sommelier della Santa Sede lo inserì tra i vini più pregiati del tempo. A partire dal 1800 la sua notorietà si diffonde oltre i confini regionali.

Un vino noto anche in Australia. Quello d'Alcamo, lo sanno anche in Australia, è un pregiato vino tipicamente siciliano. E l'uva, in effetti, viene proprio dalla Sicilia. La produzione però avviene grazie alla vendemmia novembrina basata - sorpresa - sul lavoro degli arabi. Ma non quelli che Alcamo la fondarono nel 972. No. Dagli arabi irregolari, arrivati per una stagione e pronti ad andarsene di nuovo. Pronti a emigrare verso la Calabria per raccogliere le arance a dicembre e di nuovo verso la Puglia a maggio, in attesa delle angurie. Ma questo la signora Maria non lo sa.

Passiamo alle patate. In Italia si coltivano soprattutto a Cassibile. Ogni anno in primavera, tra aprile e giugno, centinaia di migranti raggiungono il comune siracusano. Nel 2008 la produzione italiana di patate è salita, nonostante la flessione delle superfici investite, a circa 2 milioni di tonnellate pari al 10 per cento in più rispetto al raccolto del 2007. Il merito di tale abbondanza è da attribuire alle condizioni meteorologiche favorevoli. Ma non solo. Il merito va ai braccianti che spesso vengono chiamati clandestini, appunto. Secondo le stime della Cgil sono circa un milione i lavoratori irregolari in agricoltura e rappresentano un quarto dell'economia informale. "Negli elenchi anagrafici dell'Inps per il 2007 - spiega Salvatore Lo Balbo segretario nazionale Flai Cgil - i lavoratori comunitari iscritti erano 980 mila, di questi 60 mila non sono italiani ma europei, gli extracomunitari sono 81 mila". Ottantunomila braccianti. Ma in molti, davanti a una buona bottiglia di vino dal sapore mediterraneo e dal colore verdognolo, non lo immaginano neppure. Bisognerebbe ricordarlo.

La proposta di un giovane nigeriano. La proposta arriva da una riunione sindacale durante la quale un giovane nigeriano nel suo intervento suggeriva di mettere sull'etichetta dei prodotti agricoli i nomi e i cognomi dei lavoratori che hanno contribuito alla produzione di quel frutto, quella verdura, di quel vino e di quel pane. Si tratterebe di porre sul retro del prodotto doc una sorta di carta d'identità di tutti i protagonisti della filiera produttiva e, perché no, distributiva. Sì, perché è proprio nella distribuzione che casca l'asino, come suol dirsi. Ed è lì che si nasconde il nodo da sciogliere. Gli operai che forniscono la manodopera sono i primi anelli di una lunga catena che porta frutta, ortaggi, olio e vino sulle nostre tavole natalizie. Ma la lunghezza della filiera fa lievitare i costi, penalizza le parti più deboli, ostacola la tracciabilità e toglie competitività ai nostri prodotti soprattutto sui mercati del Nord Europa dove i pachino, tanto per fare un esempio, al produttore costano poche decine di centesimi mentre al consumatore vengono venduti a 18 euro al chilo.

(02 gennaio 2011) © Riproduzione riservata
http://www.repubblica.it/solidarieta/immigrazione/2011/01/02/news/e_li_chiamano_clandestini-10780047/

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