domenica 14 dicembre 2008

Il testo del decreto flussi 2008

[dalla Gazzetta Ufficiale n. 288 del 10-12-2008. Serie Generale]

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 3 dicembre 2008

Programmazione transitoria dei flussi di ingresso dei lavoratori
extracomunitari non stagionali, nel territorio dello Stato, per
l'anno 2008.

IL PRESIDENTE
DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Visto il decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive
modificazioni ed integrazioni, recante il Testo unico delle
disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme
sulla condizione dello straniero;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n.
394, e successive modificazioni ed integrazioni, Regolamento recante
norme di attuazione del Testo unico sull'immigrazione;
Visto, in particolare, l'art. 3 del Testo unico sull'immigrazione,
che dispone che la determinazione annuale delle quote massime di
stranieri da ammettere nel territorio dello Stato avviene sulla base
dei criteri generali per la definizione dei flussi d'ingresso
individuati nel documento programmatico triennale, relativo alla
politica dell'immigrazione e degli stranieri nel territorio dello
Stato, e che prevede che, «in caso di mancata pubblicazione del
decreto di programmazione annuale, il Presidente del Consiglio dei
Ministri puo' provvedere in via transitoria, con proprio decreto, nel
limite delle quote stabilite per l'anno precedente»;
Considerato che il documento programmatico triennale non e' stato
emanato;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 8
novembre 2007, concernente la Programmazione transitoria dei flussi
d'ingresso dei lavoratori extracomunitari stagionali nel territorio
dello Stato per l'anno 2008;
Considerata l'attuale congiuntura economica e l'esigenza di dare
riscontro in via prioritaria ai bisogni delle famiglie, consentendo
in prevalenza gli ingressi per lavoro domestico e di assistenza alla
persona;
Rilevato che alla data del 31 maggio 2008 e' stato inviato agli
sportelli unici per l'immigrazione un numero di richieste di
concessione di nulla osta al lavoro subordinato non stagionale per
cittadini extracomunitari notevolmente superiore alla corrispondente
quota massima di ingressi prevista dal decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri del 30 ottobre 2007;
Considerato che l'elevato numero di richieste di assunzione inviate
agli sportelli unici per l'immigrazione, rimaste non soddisfatte dopo
l'esaurimento delle quote relative alla programmazione transitoria
per l'anno 2007, esprime un fabbisogno socialmente rilevante, con
particolare riferimento al settore dell'assistenza domiciliare, che
si ritiene di dover soddisfare;
Ritenuto di dover introdurre, per l'attuazione del presente
provvedimento nuovi criteri di selezione rispetto alle richieste di
assunzione inviate da persone fisiche di nazionalita' non
comunitaria, in qualita' di datori di lavoro, accogliendo le istanze
solo delle persone fisiche che dimostrano maggiore radicamento sul
territorio nazionale e che in tal modo possono offrire, come datori
di lavoro, le opportune garanzie di stabilita' del rapporto di
lavoro;
Ritenuta l'urgenza di definire, per le esigenze del mercato del
lavoro italiano, la quota di lavoratori extracomunitari non
stagionali da ammettere nel territorio dello Stato per l'anno 2008;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 30
ottobre 2007, con il quale la quota complessiva massima dei
lavoratori extracomunitari non stagionali ammessi in Italia per
l'anno 2007 e' stata determinata in 170.000 unita';
Visto l'art. 21 del Testo unico sull'immigrazione, circa la
previsione di quote riservate a favore di Paesi che collaborano nelle
politiche di regolamentazione dei flussi di ingresso e nelle
procedure di riammissione;
Decreta:


Art. 1.



1. In via di programmazione transitoria dei flussi d'ingresso dei
lavoratori extracomunitari non stagionali nel territorio dello Stato
per l'anno 2008, sono ammessi in Italia, per motivi di lavoro
subordinato non stagionale, i cittadini stranieri non comunitari,
entro una quota massima di 150.000 unita' da ripartire tra le regioni
e le province autonome a cura del Ministero del lavoro, della salute
e delle politiche sociali, in base ai dati forniti dal Ministero
dell'interno sulle richieste inviate agli sportelli unici per
l'immigrazione entro il 31 maggio 2008.




Art. 2.



1. Nell'ambito della quota di cui all'art. 1, sono ammessi in
Italia, per motivi di lavoro subordinato non stagionale, da riferire
al lavoro domestico e altri settori produttivi, 44.600 cittadini di
Paesi che hanno sottoscritto o stanno per sottoscrivere specifici
accordi di cooperazione in materia migratoria, cosi' ripartiti:
a) 4.500 cittadini albanesi;
b) 1.000 cittadini algerini;
c) 3.000 cittadini del Bangladesh;
d) 8.000 cittadini egiziani;
e) 5.000 cittadini filippini;
f) 1.000 cittadini ghanesi;
g) 4.500 cittadini marocchini;
h) 6.500 cittadini moldavi;
i) 1.500 cittadini nigeriani;
l) 1.000 cittadini pakistani;
m) 1.000 cittadini senegalesi;
n) 100 cittadini somali;
o) 3.500 cittadini dello Sri Lanka;
p) 4.000 cittadini tunisini.




Art. 3.



1. Nell'ambito della quota di cui all'art. 1, sono ammessi in
Italia per motivi di lavoro subordinato non stagionale, i cittadini
stranieri non comunitari residenti all'estero provenienti dai Paesi
non elencati all'art. 2, entro una quota di 105.400 unita' per motivi
di lavoro domestico o di assistenza alla persona.




Art. 4.



1. La quota complessiva massima di 150.000 unita' di cui all'art.
1, e' soddisfatta tramite le domande di nulla-osta al lavoro valide
ed ammissibili presentate ai sensi del decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri 30 ottobre 2007, risultate in esubero rispetto
alla quota complessiva di ingressi autorizzata sulla base dell'art. 1
dello stesso decreto 30 ottobre 2007.
2. Le domande di cui al precedente comma saranno utilizzate per
soddisfare la quota massima di cui all'art. 1 del presente decreto,
sulla base del rispettivo ordine cronologico di presentazione.
3. Nel caso in cui la domanda di nulla-osta al lavoro sia stata
presentata da un datore di lavoro non comunitario, persona fisica, e'
necessario che il richiedente sia in possesso del titolo di soggiorno
di cui all'art. 9, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, o
ne abbia presentato richiesta, alla data di pubblicazione del
presente decreto.
4. Entro il termine perentorio di venti giorni a decorrere dal 15
dicembre 2008, il datore di lavoro non comunitario deve confermare, a
pena di esclusione, il permanere dell'interesse all'assunzione del
lavoratore straniero in favore del quale aveva presentato l'istanza
di nulla-osta, ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri 30 ottobre 2007, nonche' il possesso del requisito
prescritto di cui al comma 3 del presente articolo. La conferma
dovra' essere effettuata attraverso la compilazione di una apposita
pagina web resa disponibile nel sito www.interno.it




Art. 5.



1. Trascorsi sessanta giorni dalla data di pubblicazione del
presente decreto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana,
qualora vengano rilevate quote significative non utilizzate, le quote
stabilite nel presente decreto, ferma restando la quota massima di
cui all'art. 1, possono essere diversamente ripartite, tenendo conto
di quanto previsto all'art. 3, sulla base delle effettive necessita'
riscontrate nel mercato del lavoro.
Roma, 3 dicembre 2008
Il Presidente: Berlusconi

Registrato alla Corte dei conti il 5 dicembre 2008
Ministeri istituzionali - Presidenza del Consiglio dei Ministri,
registro n.12, foglio n.155

sabato 13 dicembre 2008

NIDI IN FAMIGLIA

Asili In Famiglia

Progetto "Formazione alle assistenti materne e sperimentazione dei Nidi Familiari"
Finanziato dalla Regione Lazio - Ob 3 Asse E Misura E1

Progetto sperimentale in Provincia di Latina, finalizzato alla creazione di un dispositivo territoriale (il nido familiare) che favorisca, da un lato l'occupazione delle donne, dall'altro lo sviluppo dell'economia locale con il consolidamento e/o la nascita di forme "alternative" di assistenza all'infanzia.

La cooperativa sociale ASTROLABIO e la Step Spa Consortile Società controllata dalla Camera di Commercio di Latina, sono titolari del primo progetto sperimentale in Provincia di Latina, finanziato dalla Regione Lazio, finalizzato alla creazione di un dispositivo territoriale (il nido familiare) che favorisca, da un lato l'occupazione delle donne, proponendo un percorso che contribuisca a creare attraverso un'attività formativa la figura dell'assistente materna (o tagesmutter); dall'altro che favorisca lo sviluppo dell'economia locale con il consolidamento e/o la nascita di forme "alternative" di assistenza all'infanzia.

Gli obiettivi del progetto

  • creare opportunità occupazionali attraverso il trasferimento, alle partecipanti al percorso, di competenze, metodi e strumenti di cui necessita un'assistente materna nello svolgimento di un'attività di educazione ed assistenza rivolta all'infanzia;
  • sostenere il compito di cura delle famiglie e favorire la conciliazione di vita tra i tempi di vita e di lavoro delle donne, implementando un servizio di nido sperimentale sostenuto e coordinato da uno staff di esperti della Cooperativa Sociale Astrolabio di Latina;
  • sensibilizzare le Istituzioni locali, gli Organismi territoriali, le parti sociali, il mondo imprenditoriale di settore, sulle potenzialità del sistema di offerta dei servizi ;
  • creare accordi e partenariati con le Istituzioni locali per promuovere la sostenibilità del servizio anche dopo la fase di sperimentazione.

ASTROLABIO

STEP

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venerdì 5 dicembre 2008

FLUSSI 2008


IMMIGRAZIONE: VIA LIBERA A DECRETO FLUSSI, 150.000 INGRESSI
ROMA -
Porte aperte per 150.000 lavoratori extracomunitari non stagionali: due terzi dei posti sono riservati a colf e badanti. E' quanto prevede il decreto flussi 2008 firmato dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.

20.000 POSTI IN MENO DEL 2007 - Nelle settimane scorse si era parlato di un provvedimento-fotocopia di quello del 2007, che prevedeva 170.000 ingressi. E' passata, però, tra i ministeri dell'Interno e del Welfare, una linea più rigida, che ha 'tagliato' 20.000 posti rispetto a quelli del decreto del Governo Prodi. Il ministro Roberto Maroni, peraltro, nei giorni scorsi si era anche detto favorevole ad una moratoria di due anni per i flussi migratori, a partire dal 2009.

COLF E BADANTI, LA CARICA DEI 105.400 - La parte del leone, considerata - recita il decreto - "l'attuale congiuntura economica e l'esigenza di dare riscontro in via prioritaria ai bisogni delle famiglie", la faranno colf e badanti, che occuperanno 105.400 posti. Nel precedente decreto erano 65.000 i posti riservati a colf e badanti.

44.600 INGRESSI A PAESI CON ACCORDI - Gli altri 44.600 ingressi sono riservati ai lavoratori domestici o di altri settori produttivi, provenienti da Paesi che hanno sottoscritto o stanno per sottoscrivere specifici accordi di cooperazione in materia migratoria. Nel dettaglio, si tratta di 4.500 albanesi, 1.000 algerini, 3.000 bengalesi, 8.000 egiziani, 5.000 filippini, 1.000 ghanesi, 4.500 marocchini, 6.500 moldavi, 1.500 nigeriani, 1.000 pakistani, 1.000 senegalesi, 100 somali, 3.500 cingalesi, 4.000 tunisini.

SI PESCHERA' TRA ESCLUSI DECRETO 2007 - Per i 150.000 nuovi lavoratori stranieri non ci sarà alcuna procedura per la presentazione delle domande. Si pescherà infatti tra coloro che hanno già inoltrato la richiesta per il precedente decreto attraverso la procedura telematica dei 'click day' (oltre 750.000) e che non sono rientrati tra i 170.000. Finora sono 112.000 i nulla osta assegnati. Paletti vengono però imposti ai datori di lavoro stranieri (nel 2007 furono presentate 420.000 domande per colf e badanti, la metà delle quali provenienti da lavoratori stranieri) per evitare regolarizzazioni 'di comodo'. Saranno così prese in considerazione soltanto le domande dei datori stranieri titolari di Carta di soggiorno o che ne hanno fatto richiesta alla data di pubblicazione del decreto. A partire dal prossimo 15 dicembre, entro i successivi 20 giorni, il datore di lavoro straniero dovrà inoltre confermare l'interesse all'assunzione, tramite una pagina web che sarà resa disponibile sul sito internet del ministero dell'Interno. Per i datori di lavoro italiani vale invece la graduatoria già acquisita per l'ultimo decreto flussi.

PD E ASSOCIAZIONI CRITICI - Dal Pd e dal mondo delle associazioni arrivano critiche al provvedimento del Governo. Gianclaudio Bressa, vice capogruppo del Pd alla Camera, giudica "al di sotto della soglia del buon senso" il decreto del Governo, sostenendo che provvedimenti come questi "costituiscono una diabolica macchina di produzione di irregolari". Anche per Sandro Gozi (Pd), 150.000 nuovi ingressi "sono troppo pochi". Per Filippo Miraglia, responsabile immigrazione dell'Arci, il decreto "non è legittimo", perché é stato varato in assenza del documento di programmazione triennale. L'Adoc, da parte sua, giudica "pochi" i 105 mila posti per colf e badanti, "dato che ci sono oltre un milione di lavoratrici in attesa di sanatoria". Isabella Bertolini (Fi) palude invece alla decisione del governo di "ridurre le quota dei flussi degli extracomunitari".

giovedì 27 novembre 2008

Urgente da firmare... ABOLIRE LE CURE PRIMARIE.......



Vi invio questa petizione, per tentare di fermare la proposta
della
Lega di abolire le cure primarie ed essenziali agli immigrati
sprovvisti di
permesso di soggiorno, compresi i bambini. Se potete, fatela
girare.
Dovete cliccare sull'indirizzo seguente per sottoscrivere.
Grazie:
http://appelli.arcoiris.tv/salute





__._,_.___

venerdì 21 novembre 2008

La rabbia di un sogno disperato

La rabbia di un sogno disperato
di Achille della Ragione


Ogni anno il Mediterraneo, l'antico mare nostrum che era circondato da popoli con eguali diritti, assiste impassibile alla morte violenta per annegamento di migliaia di giovani vite, spinte ad attraversarlo per fuggire dalla povertà, dalla guerra, dalla fame, dalla disperazione.
Mentre noi, nonostante la crisi economica ci adagiamo sul superfluo, a loro manca l'indispensabile e niente e nessuno potrà fermare questi drammatici viaggi di fortuna a bordo di sbrindellati barconi guidati da avidi negrieri.

L'isola italiana di Lampedusa, proiettata nelle acque africane, non è più una meta di sogno per turisti alla page, che volevano, anche di inverno, godere della dolcezza di un clima temperato, di panorama mozzafiato, di acque cristalline e di spiagge incontaminate, oggi essa rappresenta l'inferno dei vivi dove approdano gli ultimi della Terra.
Spesso questi sventurati giungono a riva annegati, gonfi ed irriconoscibili, sfigurati dai morsi che fanno scempio dei volti. A volte giungono solo le scarpe spugnate o brandelli di vestiti, perché i corpi hanno pagato il loro feroce tributo al dio Nettuno.

Anche visitare i gommoni sequestrati o abbandonati e portati a riva dalle onde è uno spettacolo raccapricciante: pacchetti di sigarette vuoti, spazzole per capelli, qualche foto sbiadita, bottigliette di sciroppo semivuote per placare gole arrossate dal freddo, banconote di piccolo taglio con la faccia ineffabile di Gheddafi, il dittatore trionfante ed insensibile al destino del suo popolo e di tutti gli africani.

Un tentativo di soluzione di questa diaspora di dimensioni bibliche è unicamente nelle mani dell'Europa, che deve assurgere al ruolo di garante del diritto internazionale e di un'economia impregnata di morale e di etica.

Non si deve favorire in nessun modo l'avvento al potere di dittatori corrotti e sanguinari, che guadagnano cifre stellari dalla vendita all'Occidente di petrolio e di gas senza curarsi del benessere dei propri sudditi. Molti degli Stati dai quali provengono questi derelitti mandati allo sbando sono ricchi oltre misura di risorse naturali sempre più richieste.

Necessita da parte di politici di buona volontà una vera e propria rivoluzione culturale, portando lavoro in Africa e non più gli africani in Europa, pena il nostro stesso destino che rischia di precipitare nel baratro di un'invasione incontrollabile.

Fino a quando il reddito di intere popolazioni sarà di un dollaro al giorno non vi sarà futuro tranquillo né per l'Europa, né per l'America.
Non servirà a nulla erigere barriere fisiche, pattugliare le coste, innalzare mura infinite ai confini nazionali; ci saranno sempre più uomini e donne disperati che rischieranno la vita per non continuare a vivere nell'umiliazione e nella fame
.

Giornata Nazionale per l'infanzia e l'adolescenza

L'UNICEF sulla Giornata Nazionale per l'infanzia e l'adolescenza

Logo UNICEF

Dichiarazione del Presidente dell'UNICEF Italia Vincenzo Spadafora

Roma, 20 novembre 2008 - «Le celebrazioni di oggi sono un'occasione importante sotto il profilo morale e politico.

È necessario, quando si parla di bambini, superare ogni forma di retorica e garantire che la Convenzione sui Diritti dell'infanzia e dell'adolescenza orienti in modo coerente le scelte concrete delle Istituzioni e di tutti coloro che operano a favore dell'infanzia.

Apprezziamo il richiamo del Presidente della Camera Gianfranco Fini per una riflessione condivisa sul concetto di cittadinanza nel XXI secolo.

È fondamentale ripensare a un modello di convivenza adatta al nostro Paese per il quale siamo favorevoli alla concessione della cittadinanza italiana per tutti quei bambini che si stanno integrando nella nostra società.

Permane l'urgenza di approvare un Piano nazionale dell'infanzia, che manca nel nostro Paese dal 2004 e che sia dotato anche delle risorse finanziarie adeguate.

Abbiamo accolto con piacere l'approvazione del Disegno di Legge proposto dal Ministro Carfagna sull'istituzione del Garante nazionale per l'infanzia. Ci riserviamo di verificarne con precisione i contenuti e auspichiamo sin d'ora che possa essere individuata una figura di alto profilo indipendente ed autonoma.

È importante anche ricordare che la Convenzione del 1989 è davvero per tutti i bambini del mondo. Pertanto l'impegno del nostro Paese a livello internazionale deve continuare a essere prioritario.

A tal proposito ci preoccupano enormemente i tagli previsti alla cooperazione italiana, che porterebbero a un terzo i fondi disponibili nel 2009 rispetto all'anno in corso. La crisi economica del nostro Paese non può essere pagata dai bambini.

L'impegno deve essere costante e concreto e sono certo che in modo particolare con la Presidente Mussolini e la Commissione parlamentare per l'infanzia potrà continuare uno stretto rapporto di collaborazione per l'esclusivo benessere di tutti i bambini.»

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